“A volte le cose buone devono finire, perché le cose migliori abbiano inizio”
 
Ogni autobiografia è insincera.
Impossibile descriversi senza cedere all’istinto di rendere letteraria la  propria vita.
Le mie radici sono ben piantate in Calabria, del Mediterraneo porto dentro solarità e struggente nostalgia; le ali me le ha messe Firenze, dove mi sono trasferita per pura passione.
 
Amo profondamente il mio lavoro che mi ha portato a conoscere luoghi meravigliosi dietro progetti su carta, vite e abitudini dietro le scelte di arredo, persone piene di talento dietro le professionalità. 
Avete mai lavorato in un’azienda di famiglia? 
E’ una strana situazione: pensi di essere privilegiato, ti senti un ingranaggio essenziale, quasi un predestinato, ma in realtà non stacchi mai, i clienti diventano amici, il lavoro te lo porti a tavola anche la domenica e non esiste soluzione di continuità tra la soglia dell’ufficio e l’uscio di casa. 
 
L’esperienza ventennale nella “Grifoni Vittorio” 
ha plasmato la mia evoluzione in una sorta di inscindibile nodo gordiano che ha cambiato nel tempo la mia identità.

Detto questo, rifarei ogni cosa daccapo! Provo solo gratitudine.
Ho visto nascere, dalla maestria e dalla tradizione famigliare, dalla matita di un architetto illuminato o semplicemente da una mia suggestione, pezzi originalissimi, oggetti unici, vere e proprie opere d’arte, imparando che il successo è sempre frutto di un lavoro di squadra.

Il complesso e appassionante lavoro di direttore artistico mi ha permesso di nutrire quella parte di me, assetata di stimoli culturali e artistici, carburanti delle mie idee ed ispirazioni, che trae fondamento nei miei studi umanistici, sfociati in una laurea in lettere classiche con indirizzo archeologico. 
Sono un’amante della bellezza, intesa come ricerca continua di suggestioni negli ambiti più diversi.
Troverete perciò un pò di tutto in questo spazio intimo che oggi scelgo di condividere con chi avrà la curiosità di seguirmi in questa nuova avventura.