Le gite fiorentine

Luca Scacchetti ridisegna lo stile fiorentino

Le “Gite Fiorentine” erano nell’ottocento gite svolte da italiani, inglesi, tedeschi, austriaci ed anglosassoni di oltreoceano per entrare, con grazia, in modo educato, leggero, nel “bel paese”, nella sua classicità urbana ed agreste. Gite di monumenti e “picnic” in campagna. Gite per scrivere d’architettura, d’arte, e di memorie intellettuali, mescolate al profumo dei campi a romantici innamoramenti. 

 La riscoperta di questi viaggi in punta di piedi, così ben rappresentati in romanzi e filmografia, si collegano qui alla cultura della rinascita, della ricostruzione italiana nel secondo dopoguerra, cultura resa didascalia da noti e meno noti fotografi americani alla riscoperta di un modo di vivere italiano. Una su tutti Ruth Orkin, celebre fotografo e regista statunitense conosciuta per aver fotografato molti personaggi famosi e per le foto scattate in Italia e diventate iconiche durante gli anni della “dolcevita”romana. A questi scatti ci siamo ispirati per raccontare attraverso le immagini l’incanto della bellezza dell’arte italiana e, nel caso specifico, fiorentina. (Donna in estasi di fronte al gruppo scultoreo nella Loggia dei Lanzi)

“Oggi per necessità di “disegno” mi ritrovo a percorrere, accompagnato per mano della Vittorio Grifoni, un lungo tragitto, una vera e propria gita fiorentina, un viaggio tra conoscenza ed esperienza, tra botteghe ed artigiani, tra intagliatori e scultori, decoratori, doratori, argentieri, intrecciati, tornitori, tra patine, forme, sagome, curvati, cornici, linee rinascimentali, barocche e classiche. Se il paradosso delle gite fiorentine era alla fine di trovare altro da ciò che si pensava di cercare all’inizio, il ritrovarsi coinvolti un qualcosa di imprevisto che modifica tutto, così anche questo mio  viaggio , intrapreso per cercare spunti e nuove forme contemporanee, diviene altro, o anche altro: scoperta di possibili forme senza tempo. D’altro canto tra quelle tecniche, tra quelle botteghe cariche di lavoro, sudore, magia e terra  sedimentata, patina dopo patina, qualcosa non può non rimanerti addosso. Il tentativo di rendere strutturale il senso di quelle polveri diviene così la storia ed il senso di queste collezioni tematiche”. 

Luca Scacchetti